Un’unità d’élite forgiata nel ferro e temprata dal sangue. Sul limes non basta essere soldati: bisogna essere ingranaggi. E la XII non perdona.
Comandante inflessibile, stratega freddo e razionale. Per lui il dovere viene prima della vita, e la disciplina prima della pietà.
Aristocratico ambizioso ma inesperto. Sul confine scopre presto che il rango non ferma i pugnali né la paura.
Veterano ruvido, pratico, temuto e rispettato. È lui che tiene in piedi il castrum quando gli uomini crollano.
Metodico e glaciale. Tiene i conti, le razioni, e i nervi degli uomini sotto lo stesso tipo di controllo.
Inflessibile, sospettoso, ossessionato dall’ordine. Vede traditori dove gli altri vedono stanchezza.
Efficiente e silenzioso. Fa arrivare ciò che serve, quando serve. Non fa domande, e proprio per questo è pericoloso.
Carismatico e amato dai soldati. Troppo impulsivo per un confine dove un errore si paga in sangue.
Veterano temprato dalla guerra. Conosce il valore degli uomini meglio di qualsiasi discorso in Senato.
Gaio Marcio Vero – Difesa e fortificazioni, esperto negli assedi.
Lucio Postumo Albino – Disciplina, tradizionalista, non ammette insubordinazioni.
Quinto Valerio Crispo – Veterano, senso della giustizia che si scontra con la realtà del limes.
Comanda la cavalleria legionaria con rapidità e decisione. Sul confine, chi esita muore.
Responsabile dell’artiglieria. Calcola traiettorie e condanne con la stessa freddezza.
Ricognizione, infiltrazione, informazioni. È sempre un passo avanti… o un passo più vicino alla tomba.
Ex centurione richiamato in servizio. La sua fedeltà non è romantica: è un patto di ferro.
Portatore dell’Aquila. Se cade lui, cade la legione intera.
Comanda arcieri e cavalleria leggera. Disprezza i legionari troppo rigidi, ma sa usarli come scudi.